Posts Tagged ‘indie alternative’
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA |
TOUR TEATRALE IN APRILE
[un po' in ritardo ma è sempre una buona notizia!]
torino bologna roma milano
con gli archi e l’elettricità e i nostri disperati sogni che arriveranno. un ultimo tour di questo disco per fare finire questo lunghissimo inverno. come quando in albergo hai unito i letti che io non ne avevo il coraggio. per prendersi dei teatri e tutti gli altri posti in cui non dovevamo stare. dei valzer stonati e rumorosi degli addii e degli arrivederci e dei come stai. Le nostre brutte fototessere e dietro di noi le nostre scenografie con i condomini. Le canzoni rovinate e i monumenti abbattuti. Ancora le chitarre elettriche e le frasi e le incursioni delle falene per queste quattro sere.

Canzoni riarrangiate con un trio d’archi speciale:
al violino elettrico Rodrigo D’Erasmo (AFTERHOURS)
al contrabbasso e chitarre elettriche Stefano Pilia (MASSIMO VOLUME)
al violoncello elettrico Guglielmo Ridolfo Gagliano (PAOLO BENVEGNU’).
Letture tratte da Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, qualche anticipazione della roba nuova, cover stravolte e rovinate e farneticazioni varie. [dal sito ufficiale]
martedì 6 aprile TORINO teatro espace
mercoledì 7 aprile BOLOGNA teatro duse
venerdì 9 aprile ROMA teatro palladium
sabato 17 aprile MILANO teatro parenti
DENTE TOUR 1910

26 Gennaio 2010 – A poco meno di un anno dall’uscita del suo album “L’Amore Non è Bello” Dente parte insieme alla sua band per un nuovo tour, questa volta nei teatri e negli auditorium. L’intenzione è quella di presentare le sue canzoni in una veste nuova, non strettamente acustica ma senza il corredo elettronico che ne caratterizza la veste su disco, utilizzata anche nel lungo tour in club e festival.
Messi a riposo i synth per qualche mese, il Piccolo Principe e i suoi compagni inaugurano questo nuovo tour, chiamato “1910″, con due date speciali all’OFF di Modena il 28 e 29 gennaio, per poi toccare città importanti tra cui Venezia, Torino, Ravenna, Cremona, Bologna e Milano, proponendo, oltre ad una nuova strumentazione, una scaletta che pesca in tutto il repertorio di Dente con arrangiamenti totalmente rinnovati, per un’atmosfera più confidenziale e calda. Il tour arriva a sigillo di 12 mesi di grandi successi, che vanno dal tour 2009 di oltre 80 date in tutta Italia, alla partecipazione al Concerto del primo Maggio 2009, dai riconoscimenti di critica – culminati con la vittoria come miglior album al PIMI – fino al successo nel sondaggio online del Corriere.it, che ha incoronato “L’Amore Non è Bello” come miglior disco italiano del decennio appena conclusosi, con il 24,5 % dei voti, su quasi 14.000 voti. [dal sito della ghost records]
DENTE – TOUR 1910
28 gennaio – Modena OFF
29 gennaio – Modena OFF
8 febbraio – Venezia TEATRO SAN GALLO @ Carnevale
12 febbraio – Torino TEATRO VITTORIA
14 febbraio – Ravenna TEATRO RASI
15 febbraio – San Benedetto Del Tronto (AP) TEATRO CONCORDIA
20 febbraio – San Giovanni Lupatoto (VR) TEATRO ASTRA
4 marzo – Cremona TEATRO MONTEVERDI
11 marzo – Bologna TEATRO PERLA
25 marzo – Perugia AUDITORIUM VANNUCCI
26 marzo – Firenze SALA VANNI
8 aprile – Parma TEATRO AL PARCO
24 aprile – Bari TEATRO KISMET
16 maggio – Milano SPAZIO TEATRO 89
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VENTI MINUTI | OFFLAGA DISCO PAX
Mio padre è morto dopo 54 anni complicati
e un nome difficile da portare come un sorriso mai segnato da dubbi.
Non andavamo d’accordo.
Invecchiando trovo in me particolari di lui, alla mia età di adesso:
qualche segno delle mani, un’espressione allo specchio, un tono di voce.
Questa cosa non mi piace per niente.
Da quando se ne è andato ho un’eredità natalizia:
aveva un amico, un milanese conosciuto al servizio militare in Friuli
nei loro vent’anni
era l’inizio degli anni ‘60 e devono essere stati momenti di grande condivisione
e scoperta del mondo.
Questo tizio io l’ho visto solo due volte, da bambino.
Gente che aveva più borghesia e più boria di noi.
L’ho reincontrato, quell’amico lontano, solo davanti al letto di mio padre morente.
Da allora quell’uomo ha deciso
che io sono mio padre.
Ogni anno, la vigilia di Natale, chiama,
parla con me, venti minuti, di cose che non so
e di un periodo in cui non ero ancora nato.
Ha il tono cameratesco che usava con lui
e si sbaglia perfino a chiamarmi per nome.
Mi dice: “Ti ricordi quello li? Quella là?”
esattamente come fossi lui.
Non ho mai condiviso le scelte di mio padre.
L’ho odiato cordialmente.
Da sempre.
Ora che non c’è più, sono sereno.
Ho risolto le cose che avevo in sospeso.
Ma ogni anno sento una voce che parla di lui come una persona meravigliosa
e ne parla come non ne ho mai sentito parlare.
Non lo riconosco in quelle storie di amicizia
durata oltre la naturale scadenza.
Resto in silenzio davanti alla devozione di un signore che mi è estraneo.
Che chiama ogni tanto, da molto lontano.
E per pochissimo tempo.
È una devozione che non è nemmeno paragonabile alla mia.
Che è quasi assente.
Venti minuti.
Non uno di più.
Anche stamattina.
Parla. Racconta. Quasi piange.
Si congeda e mi chiama col suo nome.
Poi si corregge. Mette giù.
Non era con me che voleva parlare.
Non era di me che aveva bisogno.
Mio padre, per tanto tempo,
mi ha telefonato solo una volta all’anno.
La vigilia di Natale.
Era l’unico gesto che si sentiva di fare nei miei riguardi,
vista l’evidente ostilità che gli riservavo.
Quella telefonata, fatta da nove chilometri,
freddi e distanti quanto lo stretto di Bering,
gli costava molto.
Ma non se la negava mai.
Un punto d’onore.
“Ciao figlio, tuo padre sta bene.
Fatti sentire ogni tanto.
Come sta tua madre?
Valla a trovare.
Almeno lei.
Ciao figlio, buon Natale”
Per uno come Metuccio, doveva essere uno sforzo grandissimo.
Ultraterreno.
Talmente grande che ancora non si è esaurito del tutto.
[Max Collini]
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BUON APPETITO | DENTE
Da lunedì 5 ottobre e per una settimana anteprima esclusiva del video di Dente “Buon Appetito” su Rockit.
E intanto su Rolling Stone TV la prima puntata del format “La stanza delle scope” con protagonista Dente.
Sapessi che felicità mi da
l’idea di non vederti più
l’idea di non fidarmi più
qualsiasi cosa mi dirai
Sapessi che felicità mi da
l’idea di non toccarti più
l’idea di non seguirti più
in tutto ciò che fai
Ho messo le mani in tasca
e ho sputato sulla tavola:
buon appetito, amore mio.
Sapessi che felicità mi da
l’idea di non sapere più
quando cammini dove vai
quando dormi con chi lo fai
Di tutte le lacrime che hai
quante ne piangerai?
Quantificando il male che mi fai
ho visto che non finisce mai
Quindi ho messo le mani in tasca
e ho sputato sulla tavola:
buon appetito, amore mio.
Quando fai la spesa cosa comperi?
Di che colore hai colorato i mobili?
Vorrei non sapere più nemmeno dove abiti.
Quando fai la spesa cosa comperi?
Di che colore hai colorato i mobili?
Vorrei non sapere più nemmeno dove abiti..
[Giuseppe Peveri]
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BLACK STAR | RADIOHEAD
I get home from work and you’re still standing in your dressing gown
Well what am I to do?
I know all the things around your head and what they do to you
What are we coming to?
What are we gonna do?
Blame it on the black star
Blame it on the falling sky
Blame it on the satellite
That beams me home
Troubled words of a troubled mind
I try to understand what is eating you
I try to stay awake but it’s 58 hours since that I last slept with you
What are we coming to?
I just don’t know anymore
Blame it on the black star
Blame it on the falling sky
Blame it on the satellite
That beams me home
I get on the train and I just stand about now that I don’t think of you
I keep falling over I keep passing out when I see a face like you
What am i coming to?
I’m gonna melt down
Blame it on the black star
Blame it on the falling sky
Blame it on the satellite
That beams me home
Traduzione: Stella Nera (Cattiva Sorte)
Torno a casa dal lavoro e sei ancora in vestaglia
Bene, che devo fare?
Conosco tutto ciò che ti passa per la testa e cosa ti procura
Cosa ci sta succedendo?
Cosa dobbiamo fare?
Prenditela con la cattiva sorte
Prenditela con il cielo che cade
Prenditela con il satellite che mi porta verso casa
Parole sconnesse di una mente sconnessa
Cerco di comprendere cosa ti sta soffocando
Cerco di stare sveglio ma sono passate 58 ore dall’ultima volta che ho dormito con te
Cosa ci sta succedendo?
Non lo so proprio più
Prenditela con la cattiva sorte
Prenditela con il cielo che cade
Prenditela con il satellite che mi porta verso casa
Salgo sul treno e rimango lì in piedi ora che non ti penso più
Continuo a cadere e a svenire quando vedo un volto come il tuo
Cosa mi sta succedendo?
Vado verso il collasso totale.
Prenditela con la cattiva sorte
Prenditela con il cielo che cade
Prenditela con il satellite che mi porta verso casa
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LA BATTAGLIA DELLE BANDE | DENTE
oggi stiamo insieme
sali in macchina con me
vino cibo e musica
tutta la notte insieme a te
chissà se mi hai capito
non mi sono capito neanche io
quando ti ho detto
questa è casa mia
"tu e il tuo amico andate via"
quanto ti ho voluto e quanta voglia ho
di darti un bacio sulle stelle
saltare il compito di matematica
farti un disegno sulla pelle
tiriri tiri..
dopo un sogno elegantissimo
vado in cerca di un caffè
alzare i tacchi lungo le voci e
lasciarti in buona compagnia
non sono stato un buon esempio lo so
non raccontiamoci bugie
tiriri tiri..
poi una settimana nel panico
le parole non ci sono più
cerco qualche cosa di qualche tempo fa
e vedo questa frase qua
quanto ti ho voluto e quanta voglia ho
di darti un bacio sulle stelle
saltare il compito di matematica
farti un disegno sulla pelle
tiriri tiri..
oggi stiamo insieme
sali in macchina con me
vino cibo e musica
tutta la notte senza te
[Giuseppe Peveri]
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NEI GARAGE A MILANO NORD |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
I semafori cominciavano a lampeggiare
centimetri tra le nostre bocche con un contratto andato a male
le istruzioni per abbracciarsi
e per ballare negli scompartimenti delle metropolitane
sarà l’effetto serra il nostro carcere speciale
le fotocopie del cielo milanese
che Milano era veleno, che Milano era veleno
era un deserto al contrario
un cielo notturno illuminato a giorno
da stelle cianotiche da stelle con tuo nome
le insegne luminose e i tifosi violenti
arruoliamo i brigatisti
arroghiamoi brigatisti
arruoliamo i brigatisti.
Nei bar deserti sui navigli
la curiosità ci divorava
e staremo ad abbaiare a questo cielo da rottamare
abiteremo in un centro sociale affacciato sulle discariche e sul mare
ma lavoreremo ancora in nero
Milano era veleno, Milano era veleno
era un deserto al contrario
un cielo notturno illuminato a giorno
da stelle militanti da stelle deficienti
dalle p-38 caricate a sale
Milano da bere Milano da pere
amori interinali e poliziotti di quartiere
nei bar deserti i navigli
per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti, per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti
per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti, per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord.
Chi odia i Terroni.
Chi ha crisi interiori.
Chi scava nei cuori.
Chi legge la mano.
Chi regna sovrano.
Chi suda e chi lotta.
Chi mangia una volta.
Chi gli manca una casa.
Chi vive da solo.
Chi prende assai poco.
Chi gioca col fuoco.
Chi vive in calabria.
Chi vive d’amore.
Chi prende i sessanta.
Chi arriva all’ottanta.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
[Vasco Brondi]