Posts Tagged ‘indie rock’
SALDATI | DENTE
Primo singolo estratto dall’album “Io Tra Di Noi” (Ghost Records & Publishing/2011) in uscita l’11 ottobre 2011.
Aspetto che il mio cuore faccia bum
chi semina peste raccoglie dolore
sotto le lenzuola anche tu
io divento un fiume e tu profumi come un fiore
Cadi giù dal letto parabum
mi tieni più forte e poi non ti muovi
chiudi gli occhi e non ti vedo
poi lego i miei capelli ai tuoi con più di mille nodi
Portami a vedere il cielo questa notte anche se è nuvolo
ho tanto caldo anche se è inverno
ho tanto caldo anche se è inverno
Mi sento che non peso quasi più
mi volto nel letto silenzio che dorme
“e come stai” mi chiedo dandomi del tu
“come a primavera sugli alberi le foglie”
Portami a vedere il cielo questa notte anche se è nuvolo
ho tanto caldo anche se è inverno
ho tanto caldo anche se è inverno
Ma che bel sogno
fino al mattino non ho chiuso occhio
Portami a vedere il cielo questa notte anche se è nuvolo
ho tanto caldo anche se è inverno
ho tanto caldo anche se è inverno
[Giuseppe Peveri]
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LA RIPRODUZIONE DEI FIORI | MARCO PARENTE FULL STREAMING
Ascolta in streaming il nuovo album di Marco Parente, La riproduzione dei fiori (Woland 2011)
Musicisti
Andrea Allulli | pianoforte, cori, trattamenti, etc., ect.
Andrea Angelucci | basso
Emanuele Maniscalco | battiria
Alessandro Asso Stefana | chitarre
Special Guest
Vincenzo Vasi | theremin e vibrafono
Claudio Tosi | coro in “Shakera bei”
Alessandro Fiori | voce sul ritornello de “L’omino patologico”
Jeppe Catalano| batteria in “Dj J”
Robert Kirby | arranggiamento archi in “Sempre”
“CANZONI ALLO STATO PURO”
01. Il diavolaccio
02. La riproduzione dei fiori
03. C’era una stessa volta
04. Sempre
05. La grande vacanza
06. Bad man
07. L’omino patologico
08. Il diavolo al mercato
09. Dj J
10. Shakera Bei
11. Dare avere
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SEVERAL SHADES OF WHY | J MASCIS (DINOSAUR JR.)

Primo album solista per J Mascis, voce e chitarra dei Dinosaur Jr.
10 tracce prevalentemente acustiche che potete ascoltare in streaming sulla webzine SPIN.com
Qui, intanto, il singolo “Is It Done” che vede la collaborazione di Ben Bridwell dei Band Of Horses.
TrackList
01 Listen to Me
02 Several Shades of Why
03 Not Enough
04 Very Nervous and Love
05 Is It Done
06 Make It Right
07 Where Are You
08 Too Deep
09 Can I
10 What Happened
OCEANO | DENTE
Ho una gran voglia di sentirti lontano
e do ai miei desideri una mano
perché io so che tu non vuoi ridere più
sei preziosa come una finestra
quando ti vuoi buttare giù
gentile come un orologio e svelta
a dire oggi non ci sono più
io mi perdo in un oceano di parole
te lo prometto che non bevo più
ma insegnami quel gioco nuovo,
guardami c’è un mazzo buono tutto per noi
almeno qui fammi vincere, non mi importa la verità
almeno qui fammi vincere, non mi importa..
per carità o per amore spiegami come si fa
a fare di un bisogno solo un desiderio
felice senza un’anima gemella, amico mio è la verità
amore mio, ho anche comprato un aquilone, pensando di volare via
ma i sogni sono sogni e non si vola via, nessuno in spiaggia a corso melodia
ma invece noi che giochiamo a fare gli indifferenti, che cosa buffa e stupida
quel gioco qui non lo so vincere, non so mica come si fa
un gioco in cui devi fingere, te lo chiedo..
per carità o per amore spiegami come si fa
a fare di un bisogno solo un desiderio
non è poi/la fine del mondo
se non sei/poi la fine del mondo
[Giuseppe Peveri]
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I NOSTRI CORPI CELESTI |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
I nostri corpi celesti
e i nostri arrivederci
scritti sui vetri rotti
le periferie lunari
i nostri compromessi storici
per non ferirci
e ti ricordi che i nostri sogni sfioravano i soffitti
e le trasformazioni
le nostre New York interiori
e i mazzi di fiori
ai bordi delle strade provinciali
e poi le ali le ali le ali
che ti escono dalla schiena
e le polveri sottili
dei nostri cuori neri
e ti ricordi che i nostri cieli arrivavano ai soffitti
nelle vetrine deserte dei tuoi occhi
qualche scontro di lamiere e di astri
e succursali di paradisi terrestri
e di grandi aziende nell’Europa dell’Est
finestre di palazzi indiferrenti
e poi per noi sbiadivano tra le antenne e i tramonti
e ti ricordi che i nostri sogni sfondavano i soffitti
e ti ricordi i nostri disperati sogni di via Ripagrane, di viale Krasnodar
ti ricordi i nostri disperati sogni di viale Monza?
e ti ricordi i nostri disperati sogni di via Ripagrande, di viale Krasnodar
ti ricordi i nostri disperati sogni di viale Monza
che si infrangevano contro i soffitti e facevano delle specie di affreschi
[Vasco Brondi]
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LA BUONANOTTE IN FRANCESE | VALENTINA DORME
io sopravvaluto i ricordi
con i miei occhi neri e gonfi
è un delirio di famiglia
anche mio padre sai lo fa
quando fissa rosso di odio mia madre
tu sei nella pancia tonda
nel vomito al mattino
nelle cose non dette a fiumi
nei baci sospesi
nelle ovvietà
dico il tuo nome
e la buonanotte in francese
eh, il tuo scaldacuore
e il tempo che mi hai regalato allegro
le nostre notti di novembre 2007
e velocità
se dici affitto questo motel in eterno
eh, la mia gioia e i tuoi regali
e niente parole al caso
le rughe sacre intorno agli occhi
danze del ventre il martedì
dici il mio nome
e la “t” di “nuit”
a ricordare …
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PER RESPINGERTI IN MARE |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
forse il nostro viaggio porta un po’ più lontano
tu sorridevi agli autovelox e mi spedivi contro spedivi contro il pentagono
i tuoi aerei pieni di armi e di beni materiali
le parole d’amore delle centrali nucleari e tutti gli altri Vietnam e per le trasfusioni
vuoi la vernice rossa perché è più coreografica
quando mi hai detto che sono come l’edera
quando ti ho detto che sei come l’edera
e hai deciso che sei lesbica i tuoi pensieri sono spesso dello stesso materiale del cielo di milano
sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre quando passiamo per salutarci o perché si arrendono
e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino
e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e il motore eterno del nostro furgone
le ombre rosse il tono della tua voce che era per rischiarare
sulle puttane in viale Europa ricominciava a nevicare
su questo schifo di amore era per respingerti in mare
per farmi tempesta e lente rappresaglie
come tante utilitarie per conformarsi ad un certo modello di dolore
per un malinteso senso del progresso
per un difetto di fabbricazione
nei cieli di Regina Coeli o nei negozi chiusi dove cazzo siete andati tutti
i vostri sguardi che fondevano i metalli
e i camionisti addormentati su di noi ai 110
i nubifragi tra le tue ciglia e il guard-rail
come vorrei
i tuoi fuochi artificiali le tue cazzo di canzoni commerciali
ci troveremo davanti ai nostri muri dei pianti
oppure uccisi da Putin
E quanto costano i tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano gli aerei per Palermo fermi a prendere freddo i dieci grammi nel tuo reggiseno i pescherecci che non tornano quei lunghi mesi immobili i santi i raccoglitori di pomodori le bombe al fosforo quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo, come per commemorare i tuoi capelli lunghissimi i lavori irregolari i militiari iraniani i tramonti che hanno dei colori chimici i detenuti morti i venti forti dei deserti libici i venti che incendiano i campi nomadi le meteoriti le navi ferme immobili tra l’Italia Malta e la Libia i primi fari antinebbia le nostre ultime bufere violente le guardie notturne che vanno a dormire e non c’è niente da capire non c’è niente da capire
[Vasco Brondi]
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QUANDO TORNERAI DALL’ESTERO |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
«La disperazione è una forma superiore di critica, per ora noi la chiameremo felicità.» [Leo Ferrè]
le morti bianche
le cravatte blu
il tuo fuoco amico
l’eyeliner per andare in guerra
nell’estrema sinistra della galassia, dove per l’umidità del garage
la nostra anima che ansimava era per un’occupazione temporanea,
era una gara di resistenza
partigiano portami via
saremo come dei dirigibili
nei tuoi temporali inconsolabili
dammi 50 centesimi
dammi 50 centesimi
non mi ero accorto che i tuoi orecchini per i riflessi
lanciavano dei piccoli lampi
non avevo capito la direzione dei tuoi sguardi
che siamo donne, siamo donne oltre il burqa e le gonne
metteremo dei letti dappertutto, dei materassi sporchi volanti
si sparse dovunque l’odore dei disinfettanti
saremo come gli aironi che abitano vicino al campo nomadi
andremo ancora a letto vestiti
come ai tempi dei primi freddi e degli elenchi telefonici sui reni
delle scintille che facevi ti diranno che sei poco produttiva
proprio adesso che l’America è vicina
è come andare sulla luna in Fiat Uno
è come lavorare in Cina
ma sei sempre il sole che scende in un ufficio pubblico
per appenderci un altro crocifisso
e di sera nelle zone artigianali
per tradirsi
per brillare come le mine e le stelle polari
e sempre come un amuleto tengo i tuoi occhi nella tasca interna del giubbotto
e tu tornerai dall’estero, forse tornerai dall’estero
e tu tornerai dall’estero, forse tornerai dall’estero
adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere
adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere
adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere
[Vasco Brondi]
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SOGNO | DENTE
il tuo cuore non si aggiusta più
lo so che non è facile
e una speranza non è altro che
un desiderio fragile
ma io sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui
le nostre mani che si univano
e gli orologi si fermavano
per darci il tempo
per una domanda
quanto mi vuoi bene
quanto mi vuoi bene
tanto così
sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui
parlo con tutta questa gente
sapendo che non è così
i tuoi occhi non li vedo più
a te ti sembra facile
le canzoni sono cose inutili
le mie ti fanno ridere
mentre io sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui
[Giuseppe Peveri]
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