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SALDATI | DENTE

Primo singolo estratto dall’album “Io Tra Di Noi” (Ghost Records & Publishing/2011) in uscita l’11 ottobre 2011.

Aspetto che il mio cuore faccia bum
chi semina peste raccoglie dolore
sotto le lenzuola anche tu
io divento un fiume e tu profumi come un fiore

Cadi giù dal letto parabum
mi tieni più forte e poi non ti muovi
chiudi gli occhi e non ti vedo
poi lego i miei capelli ai tuoi con più di mille nodi

Portami a vedere il cielo questa notte anche se è nuvolo
ho tanto caldo anche se è inverno
ho tanto caldo anche se è inverno

Mi sento che non peso quasi più
mi volto nel letto silenzio che dorme
“e come stai” mi chiedo dandomi del tu
“come a primavera sugli alberi le foglie”

Portami a vedere il cielo questa notte anche se è nuvolo
ho tanto caldo anche se è inverno
ho tanto caldo anche se è inverno

Ma che bel sogno
fino al mattino non ho chiuso occhio

Portami a vedere il cielo questa notte anche se è nuvolo
ho tanto caldo anche se è inverno
ho tanto caldo anche se è inverno

[Giuseppe Peveri]

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I NOSTRI CORPI CELESTI |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

I nostri corpi celesti
e i nostri arrivederci
scritti sui vetri rotti

le periferie lunari
i nostri compromessi storici
per non ferirci

e ti ricordi che i nostri sogni sfioravano i soffitti

e le trasformazioni
le nostre New York interiori
e i mazzi di fiori
ai bordi delle strade provinciali
e poi le ali le ali le ali
che ti escono dalla schiena
e le polveri sottili
dei nostri cuori neri

e ti ricordi che i nostri cieli arrivavano ai soffitti

nelle vetrine deserte dei tuoi occhi
qualche scontro di lamiere e di astri
e succursali di paradisi terrestri
e di grandi aziende nell’Europa dell’Est
finestre di palazzi indiferrenti
e poi per noi sbiadivano tra le antenne e i tramonti

e ti ricordi che i nostri sogni sfondavano i soffitti

e ti ricordi i nostri disperati sogni di via Ripagrane, di viale Krasnodar
ti ricordi i nostri disperati sogni di viale Monza?

e ti ricordi i nostri disperati sogni di via Ripagrande, di viale Krasnodar
ti ricordi i nostri disperati sogni di viale Monza

che si infrangevano contro i soffitti e facevano delle specie di affreschi

[Vasco Brondi]

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PER RESPINGERTI IN MARE |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

forse il nostro viaggio porta un po’ più lontano
tu sorridevi agli autovelox e mi spedivi contro spedivi contro il pentagono
i tuoi aerei pieni di armi e di beni materiali
le parole d’amore delle centrali nucleari e tutti gli altri Vietnam e per le trasfusioni
vuoi la vernice rossa perché è più coreografica

quando mi hai detto che sono come l’edera
quando ti ho detto che sei come l’edera

e hai deciso che sei lesbica i tuoi pensieri sono spesso dello stesso materiale del cielo di milano
sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre quando passiamo per salutarci o perché si arrendono

e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino
e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino

e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano

e il motore eterno del nostro furgone
le ombre rosse il tono della tua voce che era per rischiarare
sulle puttane in viale Europa ricominciava a nevicare
su questo schifo di amore era per respingerti in mare
per farmi tempesta e lente rappresaglie
come tante utilitarie per conformarsi ad un certo modello di dolore
per un malinteso senso del progresso
per un difetto di fabbricazione

nei cieli di Regina Coeli o nei negozi chiusi dove cazzo siete andati tutti
i vostri sguardi che fondevano i metalli
e i camionisti addormentati su di noi ai 110
i nubifragi tra le tue ciglia e il guard-rail
come vorrei
i tuoi fuochi artificiali le tue cazzo di canzoni commerciali
ci troveremo davanti ai nostri muri dei pianti
oppure uccisi da Putin

E quanto costano i tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano gli aerei per Palermo fermi a prendere freddo i dieci grammi nel tuo reggiseno i pescherecci che non tornano quei lunghi mesi immobili i santi i raccoglitori di pomodori le bombe al fosforo quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo, come per commemorare i tuoi capelli lunghissimi i lavori irregolari i militiari iraniani i tramonti che hanno dei colori chimici i detenuti morti i venti forti dei deserti libici i venti che incendiano i campi nomadi le meteoriti le navi ferme immobili tra l’Italia Malta e la Libia i primi fari antinebbia le nostre ultime bufere violente le guardie notturne che vanno a dormire e non c’è niente da capire non c’è niente da capire

[Vasco Brondi]

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QUANDO TORNERAI DALL’ESTERO |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

«La disperazione è una forma superiore di critica, per ora noi la chiameremo felicità.» [Leo Ferrè]

le morti bianche
le cravatte blu
il tuo fuoco amico
l’eyeliner per andare in guerra
nell’estrema sinistra della galassia, dove per l’umidità del garage
la nostra anima che ansimava era per un’occupazione temporanea,
era una gara di resistenza

partigiano portami via
saremo come dei dirigibili
nei tuoi temporali inconsolabili
dammi 50 centesimi
dammi 50 centesimi

non mi ero accorto che i tuoi orecchini per i riflessi
lanciavano dei piccoli lampi
non avevo capito la direzione dei tuoi sguardi
che siamo donne, siamo donne oltre il burqa e le gonne

metteremo dei letti dappertutto, dei materassi sporchi volanti
si sparse dovunque l’odore dei disinfettanti
saremo come gli aironi che abitano vicino al campo nomadi

andremo ancora a letto vestiti
come ai tempi dei primi freddi e degli elenchi telefonici sui reni
delle scintille che facevi ti diranno che sei poco produttiva
proprio adesso che l’America è vicina
è come andare sulla luna in Fiat Uno
è come lavorare in Cina

ma sei sempre il sole che scende in un ufficio pubblico
per appenderci un altro crocifisso
e di sera nelle zone artigianali
per tradirsi
per brillare come le mine e le stelle polari

e sempre come un amuleto tengo i tuoi occhi nella tasca interna del giubbotto

e tu tornerai dall’estero, forse tornerai dall’estero
e tu tornerai dall’estero, forse tornerai dall’estero

adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere

adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere

adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere

[Vasco Brondi]

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SOGNO | DENTE

il tuo cuore non si aggiusta più
lo so che non è facile
e una speranza non è altro che
un desiderio fragile
ma io sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui

le nostre mani che si univano
e gli orologi si fermavano
per darci il tempo
per una domanda
quanto mi vuoi bene
quanto mi vuoi bene
tanto così

sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui
parlo con tutta questa gente
sapendo che non è così
i tuoi occhi non li vedo più
a te ti sembra facile
le canzoni sono cose inutili
le mie ti fanno ridere
mentre io sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui

[Giuseppe Peveri]

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UNA DOMENICA NOTTE | BRUNORI SAS

sono le 4 del mattino
guardi la tv
abbracciato ad un cuscino
che cos’è che vuoi di più

lei che dorme lì al tuo fianco
chissà cosa sta sognando
le accarezzi un po’ i capelli
poi cerchi il telecomando

e la conosci questa sensazione
questo senso di vuoto senza una ragione

c’ho il frigorifero più grande
ma la bottiglia è sempre quella lì
sembra una moglie paziente
che non ti rinfaccia mai niente

e non ti chiedo dove sei stato cosa hai fatto
la trovi sempre lì
fra una carota e una cipolla
ti dice amore vieni a prendermi

e la conosci quella tentazione
quella voglia di fuggire senza una ragione

la la la la …

ed hai lasciato quel pacchetto
dentro alla valigia blu
avrai smesso 100 volte
100 volte e adesso una in più

e c’è gente che lavora
aspettando un altro lunedì
mentre il cielo si colora
e riesce anche a sorprenderti

perché quest’alba è una benedizione
è un bacio, una carezza, una consolazione

la la la la …

te ne ritorni a letto
spegni la tv
lei si poggia sul tuo petto
che cos’è che vuoi di più

e la conosci bene questa sensazione
è una specie di ottimismo senza una ragione

la la …

[Dario Brunori]

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OFFLAGA DISCO PAX | PROTOTIPO TOUR 2010 E ANTEPRIMA PROTOTIPO EP

Partirà da Torino venerdì 12 Novembre il “Prototipo Tour” 2010 degli OfflagaDiscoPax, una serie di concerti molto particolari che ci impegneranno per i mesi finali dell’anno pari. Rivisiteremo infatti i nostri due album con una strumentazione monocratica, portando sul palco esclusivamente tastiere Casio principalmente primigenie, lasciando a casa chitarre, basso, piano e quant’altro di solito ci accompagna. Il risultato ottenuto approntando queste nuove versioni è apparso anche a noi abbastanza sorprendente e per questo verrà documentato ai posteri nel “Prototipo Ep”, un cd completamente autoprodotto che troverete solo al banchetto dei concerti in edizione limitata a 500 copie numerate. Nel cd abbiamo inserito queste nuove versioni di Robespierre, Ventrale, Fermo!, Tono Metallico Standard, Onomastica e Lungimiranza e anche dal vivo la scaletta vedrà tutti i brani in veste Casiotonica, scaletta dove torneremo su qualche canzone un po’ trascurata negli ultimi tempi. OfflagaDiscoPax. Casiotonici. [dal blog ufficiale]

Sul sito di Italian Embassy un articolo sul “Prototipo EP” e un’anteprima assoluta di Onomastica

offlaga disco pax

OfflagaDiscoPax | PROTOTIPO Tour 2010

Venerdì 12 Novembre | TORINO – Spazio 211;

Sabato 13 Novembre | SEREGNO (MI) – Arci Tambourine;

Martedì 16 Novembre | ROMA – Circolo degli Artisti;

Venerdì 19 Novembre | GENOVA – Blue Moon;

Sabato 20 Novembre | CAVRIAGO (RE) – Calamita;

Mercoledì 24 Novembre | FIRENZE – Sala Vanni;

Giovedì 25 Novembre | FIRENZE – Sala Vanni (doppio concerto);

Sabato 27 Novembre | NAPOLI – Duel Beat;

Venerdì 3 Dicembre | BOLOGNA- Locomotiv;

Sabato 4 Dicembre | VERONA – Interzona;

Martedì 7 Dicembre | CODROIPO (UD) – Edera;

Venerdì 10 Dicembre | CORTEMAGGIORE (PC) – Fillmore (+ Ministri);

Sabato 11 Dicembre | BRESCIA – Latteria Molloy;

Venerdì 17 Dicembre | MODENA – Vibra.

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ITALIAN DANDY | BRUNORI SAS

Mia madre sfogliava novella 2000
Ed io ai suoi piedi leggevo Prevert
Avevo dieci anni ma pensavo già alle donne
E chiuso nel mio bagno amavo Edwige Fenech

A scuola i ragazzi giocavano al calcio
Ed io sul muretto citavo Verlaine
Avevo 16 anni e pensavo solo al sesso
Poi vidi le sue labbra e me ne innamorai

Le scrissi più o meno duecento poesie
La prima diceva così:

Amami come se fossimo ancora
In quel bar di Berlino a fumare Pall Mall
Amami come quella volta all’Esselunga
Quando in preda alla fame rubammo una baguette

Mio padre voleva che facessi il ragioniere
Ma io impenitente risposi: “giammai!”
Avevo vent’anni e coi miei capelli lunghi
A guisa di dandy bevevo cognac

Avevo già scritto tremila poesie
La prima diceva così:

Amami come se fossimo ancora
In quel bar di Berlino a fumare Pall Mall
amami come quella sera a Marsiglia
quando in preda al barbera mangiammo escargot

A giugno mi chiese di amarla per sempre
Ma io impenitente risposi di no
Avevo trent’anni e vivevo da bohemien
Lei disse sottovoce: “vedrai te ne pentirai…”

Amami come se fossimo ancora
Fra calde lenzuola nel letto dei tuoi.

[Dario Brunori]

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LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA |
TOUR TEATRALE IN APRILE

[un po' in ritardo ma è sempre una buona notizia!]

torino bologna roma milano

con gli archi e l’elettricità e i nostri disperati sogni che arriveranno. un ultimo tour di questo disco per fare finire questo lunghissimo inverno. come quando in albergo hai unito i letti che io non ne avevo il coraggio. per prendersi dei teatri e tutti gli altri posti in cui non dovevamo stare. dei valzer stonati e rumorosi degli addii e degli arrivederci e dei come stai. Le nostre brutte fototessere e dietro di noi le nostre scenografie con i condomini. Le canzoni rovinate e i monumenti abbattuti. Ancora le chitarre elettriche e le frasi e le incursioni delle falene per queste quattro sere.

Le luci della centrale elettrica tour teatrale aprile 2010

Canzoni riarrangiate con un trio d’archi speciale:
al violino elettrico Rodrigo D’Erasmo (AFTERHOURS)
al contrabbasso e chitarre elettriche Stefano Pilia (MASSIMO VOLUME)
al violoncello elettrico Guglielmo Ridolfo Gagliano (PAOLO BENVEGNU’).
Letture tratte da Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, qualche anticipazione della roba nuova, cover stravolte e rovinate e farneticazioni varie.
[dal sito ufficiale]

martedì 6 aprile TORINO teatro espace
mercoledì 7 aprile BOLOGNA teatro duse
venerdì 9 aprile ROMA teatro palladium
sabato 17 aprile MILANO teatro parenti

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DENTE TOUR 1910

dente tour 1910

26 Gennaio 2010 – A poco meno di un anno dall’uscita del suo album “L’Amore Non è Bello” Dente parte insieme alla sua band per un nuovo tour, questa volta nei teatri e negli auditorium. L’intenzione è quella di presentare le sue canzoni in una veste nuova, non strettamente acustica ma senza il corredo elettronico che ne caratterizza la veste su disco, utilizzata anche nel lungo tour in club e festival.
Messi a riposo i synth per qualche mese, il Piccolo Principe e i suoi compagni inaugurano questo nuovo tour, chiamato “1910″, con due date speciali all’OFF di Modena il 28 e 29 gennaio, per poi toccare città importanti tra cui Venezia, Torino, Ravenna, Cremona, Bologna e Milano, proponendo, oltre ad una nuova strumentazione, una scaletta che pesca in tutto il repertorio di Dente con arrangiamenti totalmente rinnovati, per un’atmosfera più confidenziale e calda. Il tour arriva a sigillo di 12 mesi di grandi successi, che vanno dal tour 2009 di oltre 80 date in tutta Italia, alla partecipazione al Concerto del primo Maggio 2009, dai riconoscimenti di critica – culminati con la vittoria come miglior album al PIMI – fino al successo nel sondaggio online del Corriere.it, che ha incoronato “L’Amore Non è Bello” come miglior disco italiano del decennio appena conclusosi, con il 24,5 % dei voti, su quasi 14.000 voti.
[dal sito della ghost records]

DENTE – TOUR 1910

28 gennaio – Modena OFF
29 gennaio – Modena OFF
8 febbraio – Venezia TEATRO SAN GALLO @ Carnevale
12 febbraio – Torino TEATRO VITTORIA
14 febbraio – Ravenna TEATRO RASI
15 febbraio – San Benedetto Del Tronto (AP) TEATRO CONCORDIA
20 febbraio – San Giovanni Lupatoto (VR) TEATRO ASTRA
4 marzo – Cremona TEATRO MONTEVERDI
11 marzo – Bologna TEATRO PERLA
25 marzo – Perugia AUDITORIUM VANNUCCI
26 marzo – Firenze SALA VANNI
8 aprile – Parma TEATRO AL PARCO
24 aprile – Bari TEATRO KISMET
16 maggio – Milano SPAZIO TEATRO 89

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       "If I get old remind me of this
       That night we kissed and
       I really meant it
       Whatever happens if
       we're still speaking
       Pick up the phone
       Play me this song"

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