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LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA |
TOUR TEATRALE IN APRILE

[un po' in ritardo ma è sempre una buona notizia!]

torino bologna roma milano

con gli archi e l’elettricità e i nostri disperati sogni che arriveranno. un ultimo tour di questo disco per fare finire questo lunghissimo inverno. come quando in albergo hai unito i letti che io non ne avevo il coraggio. per prendersi dei teatri e tutti gli altri posti in cui non dovevamo stare. dei valzer stonati e rumorosi degli addii e degli arrivederci e dei come stai. Le nostre brutte fototessere e dietro di noi le nostre scenografie con i condomini. Le canzoni rovinate e i monumenti abbattuti. Ancora le chitarre elettriche e le frasi e le incursioni delle falene per queste quattro sere.

Le luci della centrale elettrica tour teatrale aprile 2010

Canzoni riarrangiate con un trio d’archi speciale:
al violino elettrico Rodrigo D’Erasmo (AFTERHOURS)
al contrabbasso e chitarre elettriche Stefano Pilia (MASSIMO VOLUME)
al violoncello elettrico Guglielmo Ridolfo Gagliano (PAOLO BENVEGNU’).
Letture tratte da Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero, qualche anticipazione della roba nuova, cover stravolte e rovinate e farneticazioni varie.
[dal sito ufficiale]

martedì 6 aprile TORINO teatro espace
mercoledì 7 aprile BOLOGNA teatro duse
venerdì 9 aprile ROMA teatro palladium
sabato 17 aprile MILANO teatro parenti

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GUARDIA ’82 | BRUNORI SAS

La spiaggia di Guardia rovente
era piena di gente
Si parlava di sport di Pertini e Bearzot

Io ignaro di questo, ignaro di tutto
Fabbricavo castelli di sabbia
Con paletta e secchiello, ed in testa un cappello

E lei stava senza mutande
Ma io non la guardavo neanche
M’infilavo i braccioli e poi dritto nel ma- a- re
Non sapevo neanche cosa fosse l’Amore.

Dieci anni più tardi la vidi vicino a un falò
E bruciava la carne e bruciavano canne
Io stavo seduto da solo a suonar la chitarra
A cantare canzoni a cercare attenzioni

Ma lei non mi guardava neanche
Ed io facevo finta di niente
Ingollavo peroni e inziavo ad urlaaa- aaa- re
Delle pene che solo ti sa dare l’amo-oo-re

Sulla spiaggia lattine anni ’80
Quando il mare s’incazzae riporta
Ricordi che avevi coperto di sabbia

Palloni arancioni sgonfiati,
fare ciao ad un treno chepassa
E guardare nel cielo la scia di un aereo

E lei sempre senza mutande
Ed io che non capivo neanche
E scavavo la sabbia cercando tesooo – ooo -ri
E vedevo la vita soltanto a colori

E poi di colpo fra le sue braccia
Noi due stretti sotto la doccia
La paura e la voglia di fare l’amo- oooo- re

Il 31 agosto,
C’è una storia che nasce
E un’estate che muore.

[Dario Brunori]

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LA BATTAGLIA DELLE BANDE | DENTE

oggi stiamo insieme
sali in macchina con me
vino cibo e musica
tutta la notte insieme a te
chissà se mi hai capito
non mi sono capito neanche io
quando ti ho detto
questa è casa mia
"tu e il tuo amico andate via"

quanto ti ho voluto e quanta voglia ho
di darti un bacio sulle stelle
saltare il compito di matematica
farti un disegno sulla pelle

tiriri tiri..

dopo un sogno elegantissimo
vado in cerca di un caffè
alzare i tacchi lungo le voci e
lasciarti in buona compagnia
non sono stato un buon esempio lo so
non raccontiamoci bugie

tiriri tiri..

poi una settimana nel panico
le parole non ci sono più
cerco qualche cosa di qualche tempo fa
e vedo questa frase qua

quanto ti ho voluto e quanta voglia ho
di darti un bacio sulle stelle
saltare il compito di matematica
farti un disegno sulla pelle

tiriri tiri..

oggi stiamo insieme
sali in macchina con me
vino cibo e musica
tutta la notte senza te

[Giuseppe Peveri]

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NEI GARAGE A MILANO NORD |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA

I semafori cominciavano a lampeggiare
centimetri tra le nostre bocche con un contratto andato a male
le istruzioni per abbracciarsi
e per ballare negli scompartimenti delle metropolitane
sarà l’effetto serra il nostro carcere speciale
le fotocopie del cielo milanese

che Milano era veleno, che Milano era veleno
era un deserto al contrario
un cielo notturno illuminato a giorno
da stelle cianotiche da stelle con tuo nome
le insegne luminose e i tifosi violenti
arruoliamo i brigatisti
arroghiamoi brigatisti
arruoliamo i brigatisti.

Nei bar deserti sui navigli
la curiosità ci divorava
e staremo ad abbaiare a questo cielo da rottamare
abiteremo in un centro sociale affacciato sulle discariche e sul mare
ma lavoreremo ancora in nero

Milano era veleno, Milano era veleno
era un deserto al contrario
un cielo notturno illuminato a giorno
da stelle militanti da stelle deficienti
dalle p-38 caricate a sale
Milano da bere Milano da pere
amori interinali e poliziotti di quartiere
nei bar deserti i navigli
per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti, per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti
per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti, per ammazzare il tempo ci siamo sconvolti
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord
nei garage a Milano nord.
Chi odia i Terroni.
Chi ha crisi interiori.
Chi scava nei cuori.
Chi legge la mano.
Chi regna sovrano.
Chi suda e chi lotta.
Chi mangia una volta.
Chi gli manca una casa.
Chi vive da solo.
Chi prende assai poco.
Chi gioca col fuoco.
Chi vive in calabria.
Chi vive d’amore.
Chi prende i sessanta.
Chi arriva all’ottanta.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.
Chi muore a lavoro.

[Vasco Brondi]

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       "If I get old remind me of this
       That night we kissed and
       I really meant it
       Whatever happens if
       we're still speaking
       Pick up the phone
       Play me this song"

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