Posts Tagged ‘parole’
FOCKUS | SIMONA GRETCHEN
Enne fumava i suoi pacchetti e poi gli antidoti in commercio
che gli importava di domani, della pazienza, e anche del tempo?
mi hai chiesto un tentativo, pietà, in un certo senso
non era il caso, forse, ma l’hai fatto lo stesso
non sai neanche se sembrare irriverente o irrilevante
se sai di odiare o il suo contrario, o, tanto per parlare…
hai mai pensato ci siano già abbastanza persone
convinte che l’accettazione abbia a che fare con la fede?
(peggio, con la rassegnazione)
che guardano alle spalle e mai una volta avanti a loro?
che se la morale manca rischiano di sentirsi sole?
soggette a presunzione, prescrizione, presupposti e finte malattie
che diano loro un diverso colore
in cerca di una dignità ulteriore
pensare che c’è ancora gente a credere
ch’io mi prenda sul serio o che m’importi aver ragione
chiedi se io prediliga i miei rimorsi o i miei rimpianti
se stia imparando a credere nel mio lato migliore
Enne fumava i suoi pacchetti e poi gli antidoti in commercio
che gli importava di domani, della pazienza e anche del tempo?
risponderò a tutte le domande
ma non alla richiesta di un ennesimo favore
chiedi se io prediliga i miei rimorsi o i miei rimpianti
se stia imparando a credere nel mio lato migliore
perdi in partenza, e io non ho più parole
perdi se cerchi ancora un torto o una ragione
[Simona Darchini]
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I SAW YOU WALK AWAY | BADLY DRAWN BOY NUOVO SINGOLO
I saw you walk away è il nuovo singolo di Badly Drawn Boy tratto dal suo ultimo lavoro “It’s What I’m Thinking Part One: Photographing Snowflakes“, prima parte di una trilogia.
Un disco che rappresenta – soprattutto in questo singolo – un ritorno a dieci anni fa, al “ragazzo disegnato male” delle origini. It’s What I’m Thinking “identifica un periodo creativo, ricco e travolgente“, come lo stesso Gough dichiara, “in cui mi sento di poter creare musica dal naturale ‘flow’ delle idee che girano nella mia testa“, afferrando le canzoni sul momento, proprio come “fotografare fiocchi di neve”.
Un album autunnale, fatto di pensieri sparsi e delicati riff di chitarre acustiche e archi e pianoforti e la voce calda di Damon, da ascoltare la sera tardi, come le storie della buona notte. Ad ogni modo meglio dal vivo che in cameretta.
“if i don’t crucify myself, somebody will
if i don’t do this thing myself, nobody will”
SOGNO | DENTE
il tuo cuore non si aggiusta più
lo so che non è facile
e una speranza non è altro che
un desiderio fragile
ma io sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui
le nostre mani che si univano
e gli orologi si fermavano
per darci il tempo
per una domanda
quanto mi vuoi bene
quanto mi vuoi bene
tanto così
sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui
parlo con tutta questa gente
sapendo che non è così
i tuoi occhi non li vedo più
a te ti sembra facile
le canzoni sono cose inutili
le mie ti fanno ridere
mentre io sogno ancora la tua pelle
io sogno che sei qui
[Giuseppe Peveri]
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UNA DOMENICA NOTTE | BRUNORI SAS
sono le 4 del mattino
guardi la tv
abbracciato ad un cuscino
che cos’è che vuoi di più
lei che dorme lì al tuo fianco
chissà cosa sta sognando
le accarezzi un po’ i capelli
poi cerchi il telecomando
e la conosci questa sensazione
questo senso di vuoto senza una ragione
c’ho il frigorifero più grande
ma la bottiglia è sempre quella lì
sembra una moglie paziente
che non ti rinfaccia mai niente
e non ti chiedo dove sei stato cosa hai fatto
la trovi sempre lì
fra una carota e una cipolla
ti dice amore vieni a prendermi
e la conosci quella tentazione
quella voglia di fuggire senza una ragione
la la la la …
ed hai lasciato quel pacchetto
dentro alla valigia blu
avrai smesso 100 volte
100 volte e adesso una in più
e c’è gente che lavora
aspettando un altro lunedì
mentre il cielo si colora
e riesce anche a sorprenderti
perché quest’alba è una benedizione
è un bacio, una carezza, una consolazione
la la la la …
te ne ritorni a letto
spegni la tv
lei si poggia sul tuo petto
che cos’è che vuoi di più
e la conosci bene questa sensazione
è una specie di ottimismo senza una ragione
la la …
[Dario Brunori]
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PAOLO ANIMA SALVA | MARLENE KUNTZ
Paolo si sente spaesato
da una specie di incredulità…
Sente di non avere certezze,
pur se ne fanno la svendita
dagli show in tv della sera
alle secche della virtualità,
dove sfilano le opinioni
con la loro stoffa generica.
Si chiede come si potrà mai fare
per darsi vita e rintracciare
le anime belle e salve che cantava De André
perché rifiuta di accettare
di essere l’unico anormale.
Ma come si può fare a rintracciare le anime
che ti son simili?
Paolo odia ciò che accade
nella quotidianità:
negli uffici o per le strade
la gente non lo stimola.
Lo scenario è un melodramma
di artificiosità,
con inserti di forzata
vuotaggine.
Si chiede come si potrà mai fare
per darsi vita e rintracciare
le anime belle e salve che cantava De André,
perché rifiuta di accettare
di essere l’unico anormale.
Ma come si può fare a rintracciare le anime
che ti son simili,
perché sensibili,
molto meno fragili
di chi tutto crede
di sapere
di quel grande nulla che sa?
Epoi s’intristisce, pieno di dubbi…
E poi si incupisce, vedendosi di spalle partire…
[Cristiano Godano]
ITALIAN DANDY | BRUNORI SAS
Mia madre sfogliava novella 2000
Ed io ai suoi piedi leggevo Prevert
Avevo dieci anni ma pensavo già alle donne
E chiuso nel mio bagno amavo Edwige Fenech
A scuola i ragazzi giocavano al calcio
Ed io sul muretto citavo Verlaine
Avevo 16 anni e pensavo solo al sesso
Poi vidi le sue labbra e me ne innamorai
Le scrissi più o meno duecento poesie
La prima diceva così:
Amami come se fossimo ancora
In quel bar di Berlino a fumare Pall Mall
Amami come quella volta all’Esselunga
Quando in preda alla fame rubammo una baguette
Mio padre voleva che facessi il ragioniere
Ma io impenitente risposi: “giammai!”
Avevo vent’anni e coi miei capelli lunghi
A guisa di dandy bevevo cognac
Avevo già scritto tremila poesie
La prima diceva così:
Amami come se fossimo ancora
In quel bar di Berlino a fumare Pall Mall
amami come quella sera a Marsiglia
quando in preda al barbera mangiammo escargot
A giugno mi chiese di amarla per sempre
Ma io impenitente risposi di no
Avevo trent’anni e vivevo da bohemien
Lei disse sottovoce: “vedrai te ne pentirai…”
Amami come se fossimo ancora
Fra calde lenzuola nel letto dei tuoi.
[Dario Brunori]
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MAO ZEITUNG | PERTURBAZIONE
un cocktail sulla spiaggia
un caminetto made in china
è tutto quello che vorrei
per me
completo a montezemolo
con tutti li occhi a mandorla
se vuole può anche trasferirsi
ad est
abbiam moltiplicato
il pane ed i miracoli
le cinghie non si tirano
di più
siam fermi ad un semaforo
per cominciare ballo
ma siamo al verde ho il conto in rosso
e l’incubo del giallo
competere competere competere per chi
competere per chi non se lo merita
competere competere competere con chi
non sa nemmeno cosa sia domenica
non sa nemmeno cosa sia
l’America ha cambiato pelle
e il vizio è sempre uguale
diffondere illusioni
di felicità
ma l’ottica globale
mi fa sentire male
persino quando penetra
nei bar
competere competere competere per chi
competere per chi non se lo merita
competere competere competere con chi
non sa nemmeno cosa sia domenica
non sa nemmeno cosa sia
domenica .. domenica .. domenica .. domenica
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GO DO | JÓNSI
Go sing, too loud
Make your voice break – Sing it out
Go scream, do shout
Make an earthquake…
You wish fire, would die and turn colder
You wish, your love, could see you grow older
We should always know that we can do anything
Go drum, do go out
Make your hands ache – Play it out
Go march through crowds
Make your day break…
You wish silence, released noise in tremors
You wish,I know it, surrender to summers
We should always know that we can do everything
Go do, you’ll know how to
Just let yourself, fall into landslide
Go do, you’ll know how to
Just let yourself, give into low tide
Go do!
Tie strings to clouds
Make your own lake – Let it flow
Throw seeds to sprout
Make your own break – Let them grow
Let them grow (Endless summers)
Let them grow (Endless summers)
(Go do endless summers)
You will survive, we’ll never stop wonders
You and sunrise will never fall under
You will survive, we’ll never stop wonders
You and sunrise will never fall under
We should always know that we can do anything
Go do!
[Jón Þor Birgisson]
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LE MIE FATE | SIMONA GRETCHEN
non c’è rischio né passione, non c’è margine d’errore
sicurezza mia non piace a chi mi spreme, a chi non duole
a chi mi ripete piano: “il tempo aiuta … e noi lo aspettiamo!”
vorrei soltanto esser certa che ciascuno avesse perso
questo sarà il mio risveglio, questo il mio placebo
e vi chiedo: se solo dai miei occhi lo poteste cancellare
poi mi appoggio un po’ in disparte
mentre lisce come il miele
ridono le loro voci
che non mi riesce di sentire
no, non mi riesce di sentire
amerò il suo torpore finché farà troppo male
dice che non ha speranza di uscirne fuori
e non mi riesce di negare una sorte così chiara
questa voce che mi uccide, io la imploro di tacere
poi mi appoggio un po’ in disparte
mentre lisce come il miele
ridono le loro voci
che non mi riesce di sentire
no, non mi riesce di sentire
per questo dormono e poi chiedono perdono, le mie fate
dormono e poi chiedono perdono
forse chiedono perdono
[Simona Darchini]
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IL PUGILE | BRUNORI SAS
La devi smettere di darmi pugni
non sono mica un pugile
Ma tu non capisci la poesia
Sei solamente un tecnico.
E si lo so che sei infallibile
che sei di ferro indistruttibile
Mentre io sono un fiore (3v.)
La devi smettere di darmi calci,
non sono un super santos
Ma tu non cogli l’ironia
di questa strana poesia
E si lo so che sei imbattibile
che sei perfetto irragiungibile
Mentre io sono un fiore (4v.)
E si lo so che sei infallibile
che sei di ferro indistruttibile
Mentre io sono un fiore (4v.)
[Dario Brunori]
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