Posts Tagged ‘video’
LOVE IS TALKING | PAOLO BENVEGNÙ
E poi venne la notte
ma non fu l’ultima a cadere
per primi gli uomini, poi i cani, poi le artiglierie da campo
poi i limoni
e gli occhi dei bambini
e le risposte dei carabinieri
poi passò tutto e alba ritornò il sole
e a mezzogiorno il canto
madre, di tutti i poeti
raccogli solo i figli di disgrazia
e poi allontanati, mettiti i guanti,
mettiti artigli per dimenticare
la seduzione per i giornalisti
e l’attenzione per le borse nere
poi torna a casa, prepara il pane
e che ai tuoi uomini non manchi il pianto
love is talking moving everything
love is joking don’t move anything
love is talking moving everything
love is joking don’t move anything anything
così seguimmo le stelle senza sapere dove andare
ché non è vergine la terra
perché a violenza l’ha piegata il mare
e violentammo anche noi per non sentire la fame
la carne cruda negge gambe
così da pochi diventammo sciame
ma poi finirono le terre
ed inventammo dio
lo trafiggemmo all’alba
l’ultima volta che provò a sorridere
così inventammo la notte
che non si parli più del sole
non c’è mai stato nessun errore
perché chi vede muore
love is talking moving everything
love is joking don’t move anything
love is talking moving everything
love is joking don’t move anything
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VIDEO & TERZO ALBUM | ANNIE HALL
Primo video per gli Annie Hall di un brano inedito registrato qualche mese fa al TUP Studio di Brescia: “One way match“, regia di Cristian Micheletti.
Intanto sono iniziate le registrazioni del nuovo disco che uscirà nel 2011. La produzione artistica è affidata a Mr. Giovanni Ferrario. [dal sito ufficiale]
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I NOSTRI CORPI CELESTI |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
I nostri corpi celesti
e i nostri arrivederci
scritti sui vetri rotti
le periferie lunari
i nostri compromessi storici
per non ferirci
e ti ricordi che i nostri sogni sfioravano i soffitti
e le trasformazioni
le nostre New York interiori
e i mazzi di fiori
ai bordi delle strade provinciali
e poi le ali le ali le ali
che ti escono dalla schiena
e le polveri sottili
dei nostri cuori neri
e ti ricordi che i nostri cieli arrivavano ai soffitti
nelle vetrine deserte dei tuoi occhi
qualche scontro di lamiere e di astri
e succursali di paradisi terrestri
e di grandi aziende nell’Europa dell’Est
finestre di palazzi indiferrenti
e poi per noi sbiadivano tra le antenne e i tramonti
e ti ricordi che i nostri sogni sfondavano i soffitti
e ti ricordi i nostri disperati sogni di via Ripagrane, di viale Krasnodar
ti ricordi i nostri disperati sogni di viale Monza?
e ti ricordi i nostri disperati sogni di via Ripagrande, di viale Krasnodar
ti ricordi i nostri disperati sogni di viale Monza
che si infrangevano contro i soffitti e facevano delle specie di affreschi
[Vasco Brondi]
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ROBERT LOWELL. | MASSIMO VOLUME
simili a una folla di bagnanti
quando il cielo rannuvola
i giorni si accalcano
& spariscono
lasciando a quelli che restano
il conto dei vivi
celebriamo allora i nostri sforzi
Il solco avaro da cui siamo partiti
(chi l’avrebbe mai detto
di ritrovarci qui,
giugno 2010
in un pomeriggio
di pioggia & di sole
seduti di fronte
alle nostre parole?)
consideriamo questo
piuttosto che il resto
il peso
di cose fatte male
& fatte in fretta
cumuli di immagini sfocate
su cui si punta il dito
senza convinzione
solo per poter dire:
“questo sono io”
nell’lllusione che ciò che siamo riusciti a dire
Fosse ciò che avevamo da dire
dimentichiamo tutto questo
l’insormontabile scarto
che fissa il prezzo
della nostra libertà
Il terrore dell’assenza
di oggetti che ci sopravviveranno
la muta presenza
dimentichiamo tutto questo
& continuiamo ad andare
gli occhi chiusi
& le braccia aperte
in equilibrio
nel nostro monotono sublime

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LA BUONANOTTE IN FRANCESE | VALENTINA DORME
io sopravvaluto i ricordi
con i miei occhi neri e gonfi
è un delirio di famiglia
anche mio padre sai lo fa
quando fissa rosso di odio mia madre
tu sei nella pancia tonda
nel vomito al mattino
nelle cose non dette a fiumi
nei baci sospesi
nelle ovvietà
dico il tuo nome
e la buonanotte in francese
eh, il tuo scaldacuore
e il tempo che mi hai regalato allegro
le nostre notti di novembre 2007
e velocità
se dici affitto questo motel in eterno
eh, la mia gioia e i tuoi regali
e niente parole al caso
le rughe sacre intorno agli occhi
danze del ventre il martedì
dici il mio nome
e la “t” di “nuit”
a ricordare …
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NUOVI ALBUM | PJ HARVEY, NOAH AND THE WHALE, IRON AND WINE
Uscirà il prossimo 14 febbraio l’ottavo lavoro in studio di PJ Harvey, “Let England Shake” (Island Records). Registrato in una chiesa del XIX secolo nella contea del Dorset insieme a Flood (anche al mixaggio) e co-prodotto con l’aiuto degli storici amici, John Parish e Mick Harvey (ex Bad Seeds), che l’accompagneranno nel tour insieme al batterista Jean-Marc Butty.
TrackList:
1. Let England Shake
2. The Last Living Rose
3. The Glorious Land
4. The Words That Maketh Murder
5. All And Everyone
6. On Battleship Hill
7. England
8. In The Dark Places
9. Bitter Branches
10. Hanging In The Wire
11. Written On The Forehead
12. The Colour of The Earth
A marzo invece il nuovo disco dei Noah and the whale, l’indie-folk band inglese con due album già all’attivo (“Peaceful, The World Lays Me Down“, 2008 e “Noah and the Whale Presents the A Sides, 2009). “Last Night on Earth” (10 canzoni per circa 30 minuti totali), registrato tra una sinagoga a Bethnal Green (Londra) e gli studi di Los Angeles, co-prodotto da Charlie Fink e Jason Lader, sarà anticipato dall’uscita di un primo singolo la prossima settimana.
Infine la pubblicazione del disco di Iron and Wine, il primo a uscire, in ordine di tempo (24 gennaio 2011), che sarà in Italia il prossimo 12 febbraio con una data al Locomotiv di Bologna. “Kiss each other clean” vede nuovamente la collaborazione di Joey Burns e Paul Niehaus dei Calexico, a tre anni di distanza dall’ultimo lavoro del cantautore statunitense Samuel Beam, “The Shepherd’s Dog“. Il lavoro sarà pubblicato con la storica etichetta indipendente 4AD. Il primo singolo “Walking Far From Home“, in uscita oggi nei negozi e disponbile negli store digitali dal 30 di novembre, comprende altre due tracce, “Summer in Savannah” e “Biting Your Tail“.
TrackList:
1. Walking Far From Home
2. Me And Lazarus
3. Tree By The River
4. Monkeys Uptown
5. Half Moon
6. Rabbit Will Run
7. Godless Brother In Love
8. Big Burned Hand
9. Glad Man Singing
10. Your Fake Name Is Good Enough For Me
PER RESPINGERTI IN MARE |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
forse il nostro viaggio porta un po’ più lontano
tu sorridevi agli autovelox e mi spedivi contro spedivi contro il pentagono
i tuoi aerei pieni di armi e di beni materiali
le parole d’amore delle centrali nucleari e tutti gli altri Vietnam e per le trasfusioni
vuoi la vernice rossa perché è più coreografica
quando mi hai detto che sono come l’edera
quando ti ho detto che sei come l’edera
e hai deciso che sei lesbica i tuoi pensieri sono spesso dello stesso materiale del cielo di milano
sventolano dei fazzoletti bianchi dalle finestre quando passiamo per salutarci o perché si arrendono
e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino
e tutti i nostri no dove vuoi che ci portino
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e neanche se ti pagano ma tanto non ti pagano
e il motore eterno del nostro furgone
le ombre rosse il tono della tua voce che era per rischiarare
sulle puttane in viale Europa ricominciava a nevicare
su questo schifo di amore era per respingerti in mare
per farmi tempesta e lente rappresaglie
come tante utilitarie per conformarsi ad un certo modello di dolore
per un malinteso senso del progresso
per un difetto di fabbricazione
nei cieli di Regina Coeli o nei negozi chiusi dove cazzo siete andati tutti
i vostri sguardi che fondevano i metalli
e i camionisti addormentati su di noi ai 110
i nubifragi tra le tue ciglia e il guard-rail
come vorrei
i tuoi fuochi artificiali le tue cazzo di canzoni commerciali
ci troveremo davanti ai nostri muri dei pianti
oppure uccisi da Putin
E quanto costano i tuoi amici che si contano sui petali di quei fiori che quando soffi si disfano gli aerei per Palermo fermi a prendere freddo i dieci grammi nel tuo reggiseno i pescherecci che non tornano quei lunghi mesi immobili i santi i raccoglitori di pomodori le bombe al fosforo quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo, come per commemorare i tuoi capelli lunghissimi i lavori irregolari i militiari iraniani i tramonti che hanno dei colori chimici i detenuti morti i venti forti dei deserti libici i venti che incendiano i campi nomadi le meteoriti le navi ferme immobili tra l’Italia Malta e la Libia i primi fari antinebbia le nostre ultime bufere violente le guardie notturne che vanno a dormire e non c’è niente da capire non c’è niente da capire
[Vasco Brondi]
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STAGIONI ROCKUMENTARY | MASSIMO VOLUME
Stagioni è un rockumentary sui Massimo Volume girato da Pierr Nosari tra il 1998 e il 1999.
Sarebbe dovuto durare circa un’ora, ma difficoltà produttive limitarono il montaggio a poco più di 15 minuti.
Non venne neppure distribuito, e tutto ciò che abbiamo potuto vedere sino ad oggi è stato un breve trailer di un minuto e mezzo.
Rimangono ore di materiale video non montato, ma quel filmato di 15 minuti è ora finalmente disponibile su YouTube. [dal sito ufficiale]
rockumentary, 15’16″, hi8 e s8, col., Italia 1998/99
con Massimo Volume, Manuel Agnelli, Paolo Mauri
soggetto Pierr Nosari / Edoardo Re
post-produzione Sottotraccia
lettering Silvia Moscati
montaggio Pierr Nosari
regia Pierr Nosari
Presentato al V Roma Doc Fest (2006)
Presentato a Brescia Music Art 2000
Trasmesso da Match Music TV nel programma Rockumentary (2000)
Strutturato in due parti, il documentario segue inizialmente un breve tour dei Massimo Volume, rock band di culto degli anni Novanta. Dalla partenza con il carico degli strumenti sul furgone, al sound check sul palco del Velvet di Rimini, fino al concerto in occasione di Arezzo Wave.
Nella seconda parte, il rockumentary segue la preparazione del quarto disco dei Massimo Volume, intitolato Club Privé. Dalle session in sala prove, alle giornate di registrazione in studio, tutto sotto la regia vigile del produttore artistico Manuel Agnelli, leader degli Afterhours. [dal sito ufficiale]
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LIVE IN TERRAZZA A VENEZIA |
BROWN AND THE LEAVES
Live registrato su una terrazza veneziana lo scorso ottobre.
Regia di Alessandro Calabrese. Riprese Andrea Cremasco, montaggio Amos Caparotta, riprese audio Enrico Facca.
Nell’ordine: Just let you know, Quiet life in a quiet place, Spinning leaves.
[da rockit]
QUANDO TORNERAI DALL’ESTERO |
LE LUCI DELLA CENTRALE ELETTRICA
«La disperazione è una forma superiore di critica, per ora noi la chiameremo felicità.» [Leo Ferrè]
le morti bianche
le cravatte blu
il tuo fuoco amico
l’eyeliner per andare in guerra
nell’estrema sinistra della galassia, dove per l’umidità del garage
la nostra anima che ansimava era per un’occupazione temporanea,
era una gara di resistenza
partigiano portami via
saremo come dei dirigibili
nei tuoi temporali inconsolabili
dammi 50 centesimi
dammi 50 centesimi
non mi ero accorto che i tuoi orecchini per i riflessi
lanciavano dei piccoli lampi
non avevo capito la direzione dei tuoi sguardi
che siamo donne, siamo donne oltre il burqa e le gonne
metteremo dei letti dappertutto, dei materassi sporchi volanti
si sparse dovunque l’odore dei disinfettanti
saremo come gli aironi che abitano vicino al campo nomadi
andremo ancora a letto vestiti
come ai tempi dei primi freddi e degli elenchi telefonici sui reni
delle scintille che facevi ti diranno che sei poco produttiva
proprio adesso che l’America è vicina
è come andare sulla luna in Fiat Uno
è come lavorare in Cina
ma sei sempre il sole che scende in un ufficio pubblico
per appenderci un altro crocifisso
e di sera nelle zone artigianali
per tradirsi
per brillare come le mine e le stelle polari
e sempre come un amuleto tengo i tuoi occhi nella tasca interna del giubbotto
e tu tornerai dall’estero, forse tornerai dall’estero
e tu tornerai dall’estero, forse tornerai dall’estero
adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere
adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere
adesso che quando ci parliamo i nostri aliti fanno delle nuvole
che fanno piovere
[Vasco Brondi]
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