Percorso: HOME + LIBRI / Indice Autori + O + Omero + Iliade (Traduzione di Vincenzo Monti)
Iliade
Libro ICantami, o Diva, del Pelìde Achille / l'ira funesta che infiniti addusse / lutti agli Achei, molte anzi tempo all'Orco / generose travolse alme d'eroi, / e di cani e d'augelli orrido pasto / lor salme abbandonò (così di Giove / l'alto consiglio s'adempìa), da quando / primamente disgiunse aspra contesa / il re de' prodi Atride e il divo Achille.
Libro IITutti ancora dormìan per l'alta notte / i guerrieri e gli Dei; ma il dolce sonno / già le pupille abbandonato avea / di Giove che pensoso in suo segreto / divisando venìa come d'Achille, / con molta strage delle vite argive, / illustrar la vendetta.
Libro IIIPoiché sotto i lor duci ambo schierati / gli eserciti si fur, mosse il troiano / come stormo d'augei, forte gridando / e schiamazzando, col romor che mena / lo squadron delle gru, quando del verno / fuggendo i nembi l'oceàn sorvola / con acuti clangori, e guerra e morte / porta al popol pigmeo.
Libro IVNell'auree sale dell'Olimpo accolti / intorno a Giove si sedean gli Dei / a consulta.
Libro VAllor Palla Minerva a Dïomede / forza infuse ed ardire, onde fra tutti / gli Achei splendesse glorïoso e chiaro.
Libro VISoli senz'alcun Dio Teucri ed Achei / così restaro a battagliar.
Libro VIICosì dicendo, dalle porte eruppe / seguìto dal fratello il grande Ettorre.
Libro VIIIGià spiegava l'aurora il croceo velo / sul volto della terra, e co' Celesti / su l'alto Olimpo il folgorante Giove / tenea consiglio.
Libro IXQueste de' Teucri eran le veglie.
Libro XTutti per l'alta notte i duci achei / dormìan sul lido in sopor molle avvinti; / ma non l'Atride Agamennón, cui molti / toglieano il dolce sonno aspri pensieri.
Libro XIDal croceo letto di Titon l'Aurora / sorgea, la terra illuminando e il cielo, / e vêr le navi achee Giove spedìa / la Discordia feral.
Libro XIICosì dentro alle tende medicava / d'Eurìpilo la piaga il valoroso / Menezìade.
Libro XIIIPoiché Giove appressati ebbe alle navi / con Ettore i Troiani, ivi in travaglio / incessante lasciolli: e volti indietro / i fulgid'occhi a riguardar si pose / del Trace di cavalli agitatore / la contrada e de' Misii a stretta pugna / valorosi guerrieri e de' famosi / Ippomolghi, giustissimi mortali / che di latte nudriti a lunga etade / producono i lor dì: né più di Troia / dava un guardo alle mura, in sé pensando / che nessun Dio discendere de' Teucri / o de' Greci in aita oso sarebbe.
Libro XIVDe' combattenti udì l'alto fracasso / Nestore in quella che una colma tazza / accostava alle labbra; e d'Esculapio / rivolto al figlio: Oh, che mai fia, diss'egli, / divino Macaon?
Libro XVMa poiché il vallo superaro e il fosso, / con molta di lor strage, i fuggitivi / nel viso smorti di terror fermârsi / ai vôti cocchi; e Giove in quel momento / sull'Ida risvegliossi accanto a Giuno.
Libro XVIE così questi combattean la nave.
Libro XVIIVisto in campo cader dai Teucri ucciso / Patròclo, s'avanzò d'armi splendente / il bellicoso Menelao.
Libro XVIIITutta così qual fiamma arde la pugna.
Libro XIXUscìa del mar l'Aurora in croceo velo, / alla terra ed al ciel nunzia di luce, / e co' doni del Dio Teti giungea.
Libro XXCosì dintorno a te, marzio Pelìde, / gli Achei metteansi in punto appo le navi, / e i Troi del campo sul rïalto.
Libro XXIMa divenuti i Teucri alle bell'onde / del vorticoso Xanto, ameno fiume / generato da Giove, ivi il Pelìde / intercise i fuggenti; e parte al muro / per lo piano ne incalza ove testeso / davan le spalle al furibondo Ettorre / scompigliati gli Achei (per l'orme istesse / or dispersi si versano i Troiani, / e a tardarne il fuggir densa una nebbia / Giuno intorno spandea), parte negli alti / gorghi si getta dell'argenteo fiume / con tumulto.
Libro XXIICosì, quai cervi paurosi, i Teucri / nella città fuggìan confusamente, / e davano appoggiati agli alti merli / al sudor refrigerio ed alla sete, / mentre gli Achei con inclinati scudi / si fan sotto alle mura. Ma la Parca / dinanzi ad Ilio su le porte Scee / rattenne immoto, come astretto in ceppi, / lo sventurato Ettòr.
Libro XXIIIMentre in Troia si piange, all'Ellesponto / giungon gli Achivi, e spargesi ciascuno / alla sua nave.
Libro XXIVFiniti i ludi, s'avviâr le sciolte / turbe alle navi per diverse vie, / e preso il cibo, a placido riposo / s'abbandonâr.